Mirco Marotta

NerdTales” – Intervista a Mirco Marotta

Quanti di noi nella vita hanno pensato, almeno una volta, di creare un gioco?

Credo sia un desiderio piuttosto comune, spesso coltivato per un breve lasso di tempo, e poi subito abbandonato.

C’è chi invece riesce, con costanza e passione, a raggiungere l’obiettivo dando vita alla propria creatura.

E’ il caso di Mirco Marotta, autore di Rispetto,un gioco da tavolo gestionale – e non solo – a nostro avviso molto interessante.

Lasciamo che sia lui a raccontarsi…

Ciao Mirco, presentati pure…

Ciao! Io sono Mirko, ho quasi 40 anni, ho una moglie e una figlia di 2 anni e in arrivo un altro bimbo…o bimba, non si sa [ride]. Lavoro in un’azienda di ferrovie, quindi mi occupo di tutt’altro rispetto al game-design. Mi occupo di vendita di terreni e di immobili per conto di Ferrovie dello Stato e la passione per il gioco mi è nata quando ero chiaramente un ragazzo, con i primi giochi, il Monopoli, il Cluedo, il Dragon. Da lì, evolvendo sempre di più, passando per Risiko, che è un sempreverde, fino ai giochi strategici un po’ più articolati, dove la fortuna, l’alea, lascia il posto alla strategia, sono arrivato ad interessarmi da giocatore ai vari giochi ovviamente. Ad un certo punto mi è scattata la molla, cinque anni fa, ed ho detto “Perché non inventarne uno mio?” e da lì è nata l’idea di Rispetto, che è un gioco che nasce, si cinque anni fa, ma poi per motivi di lavoro ho dovuto abbandonare quasi subito. Da dicembre scorso, invece, il progetto ha ripreso in maniera molto più serrata, con un playtest a settimana, con le modifiche che avvenivano negli altri sei giorni, fino all’evoluzione che è quella che vedete qui al tavolo di AiG. Un prototipo che qualitativamente è sicuramente migliore del primo, grazie a mio fratello che è un designer professionista, tra l’altro, e grazie poi all’evoluzione del gioco, che grazie ai beta-tester e al sottoscritto, è diventato quello che è adesso. Quindi, benvenuti al tavolo di Rispetto, questa è la prima cosa.

Parlaci di “Rispetto”

Rispetto è un gioco che cerca in maniera molto verosimile di ridisegnare i meccanismi del riciclo del denaro sporco delle mafie internazionali. L’obiettivo didattico è naturalmente quello di spiegare i meccanismi per destrutturarli, per de-costruirli nella vita reale, possibilmente anche combatterli ovviamente. Di fatto chi gioca, proprio perché si scontra con tabù sociali: la droga, le merci contraffatte e le armi di contrabbando, innesca un elemento ludico molto importante, perché chi gioca con questi elementi si diverte – non lo dico io, ma l’ho visto – e questa è già una prima cosa che per un game-designer è molto bella. Aldilà di come andrà quest’avventura in termini commerciali, di pubblicazione, editoriali, chissà, però vedere i giocatori divertirsi, più o meno esperti tra l’altro, sicuramente è già una bella conquista. Come vedete nella plancia [indicando la plancia di gioco], il gioco riprende una città ideal-tipica divisa in cinque quartieri a cui sono collegati indicativamente i cinque business di riferimento, i cinque business illegali. L’obiettivo del gioco, dei giocatori, che per un paio di ore diventeranno boss della “malasar”, è quello di riciclare il maggior numero di denaro o il maggior quantitativo di denaro sporco, mantenendo uno standing di popolarità comunque elevato. Quello che poi contraddistingue questo gioco è la fortissima interazione tra giocatori perché tutto ciò che non è vietato dal regolamento si può fare, quindi immaginate un gioco in cui si possano ordire trame, tradire, un gioco in cui ci si possano scambiare risorse, contrattare. È un gioco che chiaramente ha un controllo del territorio, tecnicamente è un gestionale risorse, ma che poi evolve, proprio per questi meccanismi e anche spazia su tante altre tematiche, che poi contraddistinguono il gioco ma fanno sì che poi la gente interagisca.. Altro elemento caratterizzante poi, è l’assenza quasi totale di alea, cioè di fortuna, non è un gioco in cui si tirano dadi, per intenderci. Chiaramente si pescano carte e si deciderà però come, quando e se giocare queste carte a seconda della propria strategia, a seconda del proprio mood di gioco e a seconda del proprio business di riferimento, perché si parte da una situazione asimmetrica, visto che i cinque business funzionano quasi tutti in maniera diversa, e fanno sì che si svolga la partita in maniera assolutamente originale di volta in volta. Cos’altro aggiungere? Buon divertimento!!!