Helena Masellis

NerdTales” – Intervista a Helena Masellis

Al Pescara Comix 2019 abbiamo incontrato anche Helena Masellis, giovane disegnatrice italiana.

Dapprima autrice di Bug Comics, oggi collabora anche con Panini, BD ed EDW.

Le abbiamo chiesto cosa significhi fare la fumettista in Italia e cosa l’abbia spinta a intraprendere questa carriera. 

Ecco cosa ci ha risposto…

Ciao Helena! presentati pure…

Mi chiamo Helena Masellis e, fondamentalmente, disegno, ma non è una questione di fare fumetti e basta: sono innamorata del retroscena della creazione, del volume del fumetto, quindi il mio lavoro, soprattutto in questo periodo, si basa sull’inchiostrare per l’America e correggere, faccio correzioni grafiche su volumi per case editrici tra l’Italia e l’America. In questo momento sono 2 anni che ho iniziato a disegnare fumetti. ‘E un percorso che continuo a portare avanti. Faccio anche storyboard per cinema e serie TV.

Come mai ti sei avvicinati a questi campi piuttosto che ad altri? Qualcosa o qualcuno ti ha ispirata in questo senso?

Ho studiato a Urbino, l’indirizzo che ho fatto io era animazione e illustrazione alla scuola del libro Urbino. Finendo questo percorso, che comunque io considero la base che mi ha portato a fare quello che faccio, ho provato a fare l’accademia, a studiare altri campi, solo che non me li sentivo miei e quindi ho mollato dopo poco, cercando di iniziare a lavorare. Quindi ho iniziato facendo l’assistente ad animatori, mi sono messa subito in questo campo perché secondo me è il modo migliore per raccontare una storia, cioè tu hai sia il lato sia visivo che descrittivo, ed è fondamentale per ricoprire tutti gli ambiti di una storia.

Spesso si sente dire che per una donna è difficile fare la scalata nella sua carriera, da questo punto di vista, cos’hai da raccontarci?

Allora, è una cosa che sta cambiando fortunatamente, però ho sentito, anche da colleghe più grandi – perché sostanzialmente in questa fiera io sono la più piccola – storie spiacevoli. A me stessa è successo di gente che, magari, arriva, ti fa i complimenti e “Si dai, collaboriamo, collaboriamo, facciamo” e quando magari ti invitano a cena e rifiuti iniziano a trovare difetti che prima non esistevano. Per essere rispettata e presa sul serio tocca lavorare spesso il doppio, però, insomma, dipende anche da quanto sei agguerrita tu. Magari c’è chi si deprime per questa cosa e altre che “sti c***i”. Io non ce la faccio, per dire, a spogliarmi per avere un po’ più di lavoro e visibilità, anzi, mi vesto di m***a perché ne ho fatto un marchio, diciamo. Penso che sia importante, anzi è una questione a cui torniamo spesso, anche con Dossena, perché, appunto, siamo una coppia abbastanza pubblica, che è molto più importante… cioè, è più importante farsi notare, farsi riconoscere come entità, piuttosto che con il lavoro, ed è una cosa stranissima, è una cosa che con l’avvento dei social sta diventando sempre più frequenze. Conta molto di più quanto sei riconoscibile piuttosto che il tuo lavoro stesso in sé e, vabbè… succede, va bene.

A cosa stai lavorando attualmente?

Sto iniziando adesso un percorso insieme a Panini, per cui sto disegnando una storia, è stata approvata direttamente e la stiamo iniziando. Mi è stato, di recente, proposto di lavorare sulla seconda stagione delCorvo, prodotto da BD, poi è editata anche da EDW all’estero. Per quanto riguarda le produzioni italiane collaboro con Bugs Comics, per cui ho fatto il mio volume, totalmente mio d’autrice unica, che è un umoristico. Sono stata assistente e allieva di Giuliano Piccininno ,che è un disegnatore Bonelli, infatti è stato lui a introdurmi in Bonelli per lavorare per loro, è un illustratore e un disegnatore umoristico e mi ha spiegato che far ridere la gente è difficilissimo. Cioè, tra tutti i campi in cui ho spaziato, è stata una cosa che più mi ha distrutta mentalmente, perché magari una cosa che fa ridere a me, fa ridere a due persone in croce e poi basta. È stata una bella esperienza, una bella sfida, e probabilmente ci tornerò. Sempre con Bugs, appunto, lavoro sull’horror e sul noir, per Gangstere per Mostri. Adesso con loro stiamo iniziando anche un percorso di serie da edicola, per cui curerò, anche lì, la parte sia grafica che di correzione. Dovrei avere anche un volume disegnato da me e sarà la mia prima esperienza da edicola, come disegnatrice.

Raccontaci adesso un retroscena, un aneddoto sul tuo lavoro

Guarda, io ne ho tanti, perché in realtà sono una nota per fare figure di m***a alle fiere [ride], per dire… spesso non mi rendo conto che effettivamente sono circondata da persone che stimo e ammiro tantissimo e che sono cresciuta leggendole… per dire, qui abbiamo di fianco David Messina che ammiro tantissimo, ogni tanto non riesco a non accarezzargli la pelata ed è una cosa che, insomma, non riesco a trattenermi, ma forse dovrei [ride]. Ho questa fortuna, penso, di riuscire a non farmi odiare da questi colleghi nonostante tutte queste pessime figure che faccio. Sto pensando effettivamente a degli episodi in cui non sono io a fare qualcosa di strano, non me ne vengono ma sicuro ce ne sono [ride]. Boh! Veramente, quando ho conosciuto Armando Rossi mi sono messa a piangere e lui mi ha detto“No, no, tranquilla, vai vai, non ti preoccupare!”. Lui è una figura parecchio importante per quanto riguarda quello che io penso sia la perfezione estetica nel fumetto. Non so cosa dirti! No, veramente! Perché se io inizio a dire effettivamente tutte le pessime figure che ho fatto, non potete più mettere nulla documentario [ride]!

Grazie mille Helena

Grazie a voi.