Francesco Dossena

NerdTales” – Intervista a Francesco Dossena

Torniamo a “NerdTales”, il nostro progetto sul mondo nerd, e parliamo di fumetto.

Questa volta è Francesco Dossena a raccontare la propria esperienza, lo abbiamo incontrato al Pescara Comix & Games 2019.

Francesco è da sempre appassionato di fumetti, ma non fa il disegnatore a tempo pieno.

Attualmente collabora con Bug Comics e Sergio Bonelli Editore.

Ecco cosa ci ha raccontato…

Chi è Francesco Dossena?

Ciao a tutti! Francesco Dossena è un disegnatore di fumetti, appassionato anche di illustrazione. Ho iniziato a disegnare fin da piccolo, temi e percorsi artistici sono stati fatti sulla base della mia passione per il disegno e soprattutto per il fumetto. Da piccolo, fan di Dylan Dog, ho iniziato appunto a disegnare fumetti quando ho letto il primo numero di Dylan Dog, ero proprio piccolino, quindi attualmente sono in una fase dove il mio sogno si è realizzato. Ho abbandonato il fumetto per tanto tempo, quindi ho ripreso a disegnare…sono un caso abbastanza particolare, perché ho fatto fumetti fino ai 22 anni e dopo ho ripreso a farli a 40 anni. Non faccio fumetti a tempo pieno, di giorno lavoro, quindi la mia passione, che sta diventando anche un altro secondo lavoro, la coltivo praticamente solo la notte, quindi non sono ancora entrato in questo mondo totalmente, non so neanche se voglio entrarci, quindi mi piace anche rimanere marginale a questo linguaggio e, soprattutto, questo mi permette di disegnare un po’ come mi pare.

Cos’è per te il disegno? Quali argomenti preferisci affrontare nelle tue opere?

All’inizio era uno sfogo, perché appunto, come ho detto, non mi piaceva il mondo del fumetto all’inizio, ma più che altro perché non riuscivo a inserirmici. Ho iniziato a ridisegnare quando ho cominciato a lavorare, quindi tornavo a casa la sera ed era una liberazione, anche perché, comunque, prima lavoravo in Giochi Preziosi, dove comunque disegnavo durante il giorno. Dopo ho cambiato lavoro, adesso lavoro in Wind, quindi all’inizio era uno sfogo. Io soffro molto quando disegno, cioè per me disegnare consuma, quindi non lo so cosa sia il disegno se non la mia spada di Damocle, attualmente [ride]. No va be’, comunque, assolutamente, è l’unico linguaggio, attualmente, con cui io riesco a esprimermi, perché io riesco a raccontare delle cose attraverso, appunto, il disegno.

Raccontaci adesso un retroscena, un dietro le quinte di una tua opera passata.

Questo lo dico spesso – qui c’è anche Carmine di Giandomenico – sono quelle cose che appunto racconterò anche quando sarò vecchio: che io ho il vizio di stare sopra tanto le mie cose, ma magari non è che sto sopra perché faccio tanto, è che magari metto la foglia qua, dopo la sposto, la cancello, la rifaccio, così… ed eravamo alla fiera di Bari – io ero lì a disegnare – e vedo che Carmine mi guardava così [imita scherzosamente un’espressione di disappunto], ad un certo punto mi ha tirato uno schiaffo da dietro e mi fa “Oh, è finito!” [ride]. Questa cosa è una cosa che mi piace e da lì, ogni volta che sento che sto andando oltre, mi fischiano ancora le orecchie da quel ceffone, quindi è diventato il mio mantra [ride].

Grazie mille Francesco

Grazie a voi.