David Lloyd

NerdTales” – Intervista a David Lloyd

Oggi parliamo di fumetti, di uno in particolare, di un’opera che in qualche modo ha lasciato un segno nel panorama artistico internazionale, una storia sempre attuale.

Per farlo abbiamo pensato di chiedere li prezioso intervento di chi quest’opera l’ha creata, con la sua matita, assieme a un grande scrittore contemporaneo: Alan Moore.

L’opera è V for Vendetta e il nostro interlocutore del giorno è David Lloyd.

Lo abbiamo incontrato a Pescara e gli abbiamo chiesto cosa significasse essere il disegnatore di uno dei più famosi personaggi della storia della letteratura, del comic e oltre che del cinema. Le sue risposte sono state più che soddisfacenti, dei veri e propri spunti su cui poter riflettere…

Parlaci della tua vita, il tuo lavoro, la passione per il tuo lavoro…

Credo di aver sempre voluto avere successo in quello che facevo e scoprire di essere bravo in una cosa particolare. Ho seguito quella strada e ho cercato di diventare il più bravo possibile. Questo e come sono arrivato dove sono, ma se mi stai chiedendo della passione che ho per quello che faccio…

Sì, com’è nata questa passione?

Devi trovare l’ispirazione per diventare la migliore versione di ciò che puoi essere, che non è necessariamente la versione migliore di ciò che vuoi essere, devi trovare la giusta ispirazione per diventarlo. Ho avuto grandi modelli, grandi artisti che volevo emulare, specialmente nei primi tempi. Sono stato introdotto ai grandi pionieri e artisti, come Rembrandt, Turner. Penso che questo sia importante, devi saper trovare l’inspirazione per le grandi cose, e una volta trovato quello slancio ti ritrovi a voler essere grande, esserlo dentro di te, o provare ad esserlo. Credo che questo sia il segreto per tutte le cose, se sei un attore o uno scrittore sarai ispirato dalle cose che ammiri, e vuoi essere bravo al pari delle cose che ammiri così tanto. Questo è il perché sono dove sono ora, perché ho tentato e lavorato sodo. A volte però non importa quanto lavori duro, devi anche essere fortunato. Questa è l’altra cosa importante, essere fortunati, e tante persone che lavorano sodo non sono fortunate. Quindi non importa quanto tu sia bravo, quanto lavori sodo, devi essere fortunato. Io ho lavorato tanto, ma sono anche stato fortunato.

Parlaci di V for Vendetta. C’è una particolare relazione tra la tua vita e il tuo personaggio? Se sì, di che tipo?

Credo che l’importanza di V for Vendetta, come lavoro, è stata grande per me, perché mi ha dato visibilità, credenziali, un brand. Le persone sanno chi sono principalmente per quel libro, e significa che sono fortunato abbastanza da essere invitato ad eventi come questo di Pescara. E questa e una grande cosa, molto importante. È importante per chiunque sia riconosciuto per qualcosa di buono, perché e come il tuo biglietto da visita, tutti ti conoscono e riconoscono il tuo valore. Per quanto riguarda l’impatto della storia su di me, il personaggio di V è qualcuno che significa tutto per noi, perché V non ha un’identità se non essere un rappresentante di tutti noi che cerchiamo di reagire contro la tirannia e l’oppressione. Tutti si ritrovano in quella situazione, e tutti hanno bisogno di un eroe come lui. Non abbiamo quella sorta di eroe, perché non esiste nella vita reale, ma tutti speriamo nell’esistenza di un eroe così. V rappresenta me, come rappresenta te, e tutta la nostra indignazione contro i politici corrotti e la corruzione nella vita in generale. Simpatizzo con il personaggio, e l’altra cosa importante di V è che non è solo una sorta di vigilante, ma è anche una persona molto vulnerabile, che è stata ferita ed è debole, e può essere ferito ancora. Questa e la cosa importante del personaggio di V. Lui combatte contro il crimine, contro l’ingiustizia criminale, ma è uno di noi perché e debole. V riesce a superare la sua debolezza. Per me lui è come uno di noi, come me, come te. Penso che questa sia una delle grandi forze del personaggio. V non è una di quelle sagome di cartone che lottano contro il crimine, lui è reale, ha una reale profondità e grazie alla scrittura di Alan, principalmente, V è molto profondo, molto meditativo, molto intelligente, molto filosofico. E ‘una grande storia.

Forse possiamo dire che il mondo di V for Vendetta rispecchia i nostri tempi. Qual è la tua opinione al riguardo?

Credo che questo sia uno dei tristi aspetti della storia. Quando abbiamo scritto, abbiamo creato V for Vendetta, me e Alan, stavamo reagendo contro una forma di fascismo che stava crescendo a quei tempi, durante un certo periodo della storia britannica. Era anche un eco di quello accaduto in Germania negli anni 30. Ci sono certi periodi nella storia che continuano a ripetersi, dove oppressione, tirannia e pregiudizio riemergono, sono sempre li. La civilizzazione prova sempre a sotterrare la Bestia, per cercare di mantenere tutte quelle forze oscure sotto controllo. Questo è tutto ciò in cui consiste la civilizzazione. Cerchiamo sempre di fermare questi eventi dall’accadere, per vivere un’esistenza civilizzata, ma sfortunatamente queste forze risorgono dal suolo, come un mostro che è stato sotterrato, ma che continua a tornare. Quando abbiamo creato V stavamo attraversando questo tipo di situazione, e ovviamente adesso tutto sta riaccadendo, esattamente uguale, come accadde in Germania negli anni 30. Abbiamo il populismo, il risentimento per gli immigrati, la paura dell’altro. Continua a succedere. Vorrei non fosse cosi, ma questa è la chiave del successo di V, del perché continua ad essere un successo, perché riflette questo lato oscuro della civilizzazione. Forse se ci liberassimo di tutto questo V non avrebbe tutto questo successo, ma sarebbe comunque un monito. È sempre stato un monito. Questo è tutto quello che possiamo fare. Ipoteticamente, le persone che hanno letto V simpatizzando con le sue idee, sarebbero sempre pronte a combattere oppressione e pregiudizio. Sfortunatamente e tristemente però continua a succedere, anche adesso. Ci troviamo nel mezzo di una situazione in cui il populismo sta crescendo e sembra stia lavorando bene. Cosa posso dire…

Grazie

Grazie a voi