Antonio Fara

NerdTales” – Intervista ad Antonio Fara

Per il progetto “NerdTales” abbiamo intervistato, presso il Lanciano nel Fumettodi quest’anno, Antonio Fara, uno degli autori di Nathan Never.

Disegnatore cagliaritano classe ‘55, dopo essersi diplomato al liceo artistico compie le sue prime esperienze professionali in ambito pubblicitario e, successivamente, lavora come docente di Disegno alla scuola del fumetto di Bologna.

Debutta come fumettista con la serie la vita delle ombre, della “Orient Express”,per poi affermarsi con la francese Mucho Masse I folli del presidio.

Ciao Antonio, parlaci di te.

Mi chiamo Fara Antonio, sono qui insieme ad altri disegnatori a “Lanciano nel Fumetto”, una manifestazione dedicata al fumetto che c’è ogni anno e…siamo a disposizione del pubblico per realizzare dediche e ricordini dei personaggi che in genere gli appassionati acquistano. Normalmente io disegno per la Sergio Bonelli Editore, su una collana di fantascienza che si chiama “Nathan Never”, un personaggio ambientato un paio di secoli avanti a noi, ma facilmente identificabile perché rassomiglia molto alla nostra realtà quotidiana, è soltanto avanti dal punto di vista tecnologico, per il resto il suo mondo corrisponde alla visione della nostra realtà, dal punto di vista politico, economico, estetico e così via. Oltre a questo in genere partecipiamo a queste fiere per dare la possibilità agli appassionati di portare via una un disegnino originale, un ricordo dei loro personaggi preferiti.

Questa passione per il fumetto com’è nata?

In pratica io disegnavo fin dalle scuole elementari, un po’ come tutti, ad un certo punto ho scoperto i fumetti, mi ha appassionato l’idea del racconto disegnato e ho cominciato a scarabocchiare. Durante le scuole superiori ho scoperto che in realtà questo era un mondo che aveva anche un’industria di lavoro e quindi, è incominciata a nascere l’idea che avrei potuto, dovendo lavorare, provare a sviluppare questo tipo di attività. Insieme ad altri amici abbiamo cominciato a prendere contatto con editori e portare i lavori. Ci hanno aiutato, ci hanno criticato, ci hanno dato dei consigli e col tempo, pian piano, siamo riusciti ad arrivare fino a un livello abbastanza buono da poter essere pubblicati, e da lì è iniziato un po’ il viavai lavorativo.

Ci sono delle opere che ti ispirano particolarmente?

Assolutamente sì! In genere per chi vuole imparare questo lavoro, soprattutto chi ha la mia età e che è autodidatta, il punto di riferimento principale sono gli altri autori che ci hanno preceduto, quindi ce ne sono tanti che sono diventati una fonte d’ispirazione. Siamo andati in molti casi anche a trovarli, gli abbiamo portato i lavori, ci hanno dato dei consigli e così via. Ma anche ora che faccio questo lavoro, comunque, ho dei punti di riferimento, ma che non stanno solo all’interno del fumetto, ma anche nel cinema, nella letteratura e così via. I punti di riferimento sono importanti, senza di quelli diciamo che il terreno, a livello ideale, non ci sarebbe, quindi bisogna sempre seminare. L’idea è sempre più avanti di quello che si riesce a fare nel momento che si realizza qualche cosa.

Qualche consiglio ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera?

Se interessa veramente questo settore ci sono tantissime scuole. Qua siamo a Lanciano e ce n’è una, e ce ne sono altre due a Pescara, una delle quali esiste da circa 15/16 anni, quindi abbastanza rodata. Rispetto a chi ha la mia età, ora chi vuol fare questo lavoro, inscrivendosi in una scuola, diciamo che nell’arco di 4/5 anni può raggiungere un buon livello professionale. Magari non è perfetto, però è abbastanza per poter presentare i lavori da un editore e cominciare anche a pubblicare qualcosa.

Grazie mille Antonio